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La Regione Lombardia con l.r 30 dicembre 2009 n. 33 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità), così come modificata dalla l.r. 11 agosto 2015 n. 23, che all’art. 9 prevede:

– l’attivazione di modalità organizzative innovative di presa in carico della persona cronica e/o fragile, in modo da integrare le risposte ai bisogni, garantendo continuità all’accesso alla rete dei servizi e appropriatezza delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali, assicurando anche l’integrazione ed il raccordo tra le diverse competenze professionali sanitarie, sociosanitarie e sociali coinvolte sia in ambito ospedaliero che territoriale;
– la necessità di attivare, anche con progressiva e graduale messa a regime, modalità innovative di presa in carico della persona, adottando un sistema di classificazione delle malattie croniche per categorie clinicamente significative ed omogenee, cui corrisponda una modalità di remunerazione omnicomprensiva delle prestazioni necessarie per la corretta gestione dell’assistito;

Con le deliberazioni della Giunta della regione Lombardia n. 6164/2017, 6551/2017 e 7038/2017, ha dato attuazione all’art. 9 della l.r. 33/2009;
Come specificato dalla Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, “laddove la presa in carico ha una prevalente componente sociosanitaria trova il suo ruolo il gestore sociosanitario accreditato e a contratto che, pur non disponendo in proprio di servizi sanitari, ha comunque la possibilità di avvalersi di gestori sanitari per assicurare la filiera dei servizi richiesti, ciò con particolare riguardo alle patologie individuate nella DGR n. X/6551/2017” e che “per taluni ambiti di intervento indicati nella DDGR nn. X/6164/2017 e X/6551/2017 (es. demenze, disabilità, tossicodipendenze con doppia diagnosi) in cui prevalgono i bisogni correlati ad un uso continuativo e costante dei servizi che presuppone una presa in carico orientata non solo al singolo, ma anche al suo contesto di vita e di relazione, i gestori di servizi sociosanitari hanno la possibilità di operare come gestori della presa in carico, singolarmente o in associazione con altre strutture socio sanitarie”;
In questo contesto l’ASP Basso Lodigiano si è accreditata quale ente gestore in associazione con la Fondazione Opere Pie, l’Amicizia e l’Istituto delle suore missionarie del sacro cuore di Gesù
L’Associazione Temporanea di Scopo, denominata “Rete Lodigiana della Cronicità”, corrente in Codogno (LO), Viale Gandolfi nn. 27/33 (di seguito abbreviata con il termine Rete), svolge funzioni di carattere operativo e gestionale.
Le finalità della Rete sono:

a) svolgere in forma associata le funzioni di soggetto gestore della presa in carico di pazienti cronici e/o fragili ai sensi della DGR 6551/2017 del 4 maggio 2017 realizzando una rete di soggetti tra loro interconnessi che cooperino, ciascuno per la propria specificità, per garantire il coordinamento e l’integrazione tra i livelli di cura e gli attori della filiera sociosanitaria, in particolare per quanto concerne la presa in carico di persone in condizione di fragilità;

b) partecipare ai bandi dell’Agenzia per la Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano e dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale indicata in premessa;

c) stipulare accordi di avvalimento con i soggetti erogatori di prestazioni sanitarie di cui ai set di riferimento indicati dalla DDGR 6551/2017, 7038/2017 e in altre eventuali disposizioni di attuazione emanate da Regione Lombardia.